I valori educativi della barca a vela

Autonomia e autostima

Le prime imbarcazioni con le quali i bambini si avvicinano alla vela sono l’o’pen bic o l’optimist.

A bordo di questo guscio di noce, lungo appena 2,35 m, i bambini di sette-otto anni, da soli, si avventurano in mare aperto.

Talvolta è la loro prima avventura lontano dai genitori.

 

Il ruolo dell’istruttore sarà di far apprende al bambino la fiducia in se stesso, la risoluzione autonoma dei propri problemi e la ricerca in se stesso delle risorse per affrontarli.

Il bambino, in barca, diventa autonomo.

 

Per molti l’iniziazione alla vela è il primo vero esame di maturità.

Il giovanissimo allievo deve superare i sensi di paura o di angoscia trovandosi in barca, da solo, in mezzo al mare a qualche miglio dalla costa dove la spiaggia non si vede quasi più.

L’istruttore oltre a insegnarli le prime nozioni essenziali per navigare, deve essere in grado di trasmettergli fiducia nelle proprie capacità, serenità e certezza che in ogni caso può chiedere l’aiuto di cui necessita.

Qui non è possibile mollare tutto di fronte alle difficoltà e chiedere l’aiuto dei genitori.

Qui il bambino è costretto a superare i propri limiti e le proprie paure, è costretto a risolversi i problemi da solo.

Saper condurre un mezzo nonostante le onde e la fatica, in un ambiente non familiare come la terra e in un contesto di regata dove non solo bisogna andare da A a B, ma bisogna pure farlo prima degli altri, costringerà al bambino a tirar fuori tutte le proprie capacità e di farlo nonostante la situazione difficile in cui si trova.

Gli insegnerà a risolvere da solo i propri problemi e lo renderà autonomo come pochi altri sport possono fare. Ecco cosa vuol dire essere un velista.

Capacità

L’attività in mare aperto sviluppa quelle capacità innate che la vita urbana ci ha fatto perdere:

  • senso dell’orientamento;
  • stima delle distanza;
  • autostima;
  • capacità di risoluzione dei problemi in autonomia;
  • velocità di spostamento proprie e degli altri.

Tutto ciò diventa elemento essenziale per ogni strategia di regata.

Spirito di sacrificio e cura degli oggetti

L’ambiente di formazione ed apprendimento non è solo il mare, ma anche la terra.

Nel lavoro svolto a terra sono sviluppate tutte quelle attività manuali necessarie alla personalizzazione e manutenzione della barca.

L’ambiente di apprendimento diventa perciò dinamico.

Innanzitutto si impara che la barca richiede attenzione e manutenzione, ad ogni uscita fa seguito il lavaggio, il disarmo e la sistemazione delle vele.

Il giovane apprende ad aver cura delle proprie cose e realizza che la regolarità e la costante attenzione rivolta all’imbarcazione sono la garanzia principale per affrontare serenamente la successiva uscita in mare.

Considerando pure che è uno sport che richiede molto tempo per via della gestione del mezzo e del tempo di allenamento, che non sempre lo si pratica in condizioni climatiche favorevoli, per le regate si arriva pure a stare fuori casa per giorni, spesso richiede anche più forza di quella che si ha, è uno sport che porterà sicuramente al ragazzo la capacità di organizzarsi e di affrontare dei sacrifici.

E’ uno sport magnifico, che può dare tanto, che da delle emozioni non facilmente ritrovabili altrove, ma che richiede pure molto.

Non sempre sarà facile farlo conciliare con la vita di tutti i giorni, con la scuola e con gli amici, non sempre sarà facile trovare la voglia di uscire in mare quando è freddo e piove, però posso garantire che darà talmente tante gioie che tutto ciò verrà fatto con felicità e che affrontare dei sacrifici diventerà una cosa normale.

Il ragazzo non si troverà più spaesato di fronte alle difficoltà, ma sarà sempre in grado di affrontarle.

Non sarei la persona che sono oggi se non avessi avuto questo percorso educativo da ragazzo.

 

Non avrei ottenuto tutto ciò che ho ottenuto se non avessi imparato ad affrontare e sopportare ogni difficoltà sempre col sorriso in faccia.

Non solo mare, non sempre soli

L’attività preparatoria all’uscita in mare è ampia e variegata.

Si spazia dalle lezioni teoriche alla preparazione atletica, si sviluppano giochi propedeutici all’apprendimento di schemi motori velici e terrestri, senza mai tralasciare l’aspetto ludico.

Si pone attenzione sul lavoro di gruppo, la collaborazione tra gli allievi diventa fondamentale a terra, per aiutarsi a vicenda nella preparazione delle barche, ma anche in mare nel caso qualcuno necessiti aiuto.

Uno sport apparentemente individuale si trasforma in attività di gruppo.

Anche se in barca l’allievo è da solo, sviluppa un forte senso di relazione con altri allievi al suo pari, con gli altri allievi e soprattutto con l’istruttore.

Acquisisce nuove regole che riguardano non solo l’attività in barca.

L’allievo tocca con mano la dimensione globale di se stesso e della sua barca, che sono solo parte di un mondo molto più ampio, nell’ambito del quale si muove ed opera.

Se richiede considerazione deve iniziare col darla agli altri.

Spesso nell’ambito familiare, è stato abituato ad essere al centro dell’attenzione, nel mondo della vela imparerà che è parte di una famiglia più grande, che si origina nel club, per ampliarsi al vasto mondo delle regate.

Imparerà che accanto a lui ci sono amici più grandi ed esperti, pronti ad elargire suggerimenti e consigli. Crescendo vedrà nuovi allievi, a cui potrà a sua volta dare questi consigli, diventerà lui stesso
l’esempio da imitare delle nuove leve, che hanno bisogno e che guardano i più grandi meritevoli, come esempio da seguire ed imitare.

Conclusione

La vela è uno sport completo; richiede una grande conoscenza del mezzo, dell’ambiente, della fisica, della meteorologia, della tattica, della strategia, è un continuo problem solving, una sfida d’intelligenza, richiede un’elevata tecnica per condurre il mezzo e soprattutto richiede una grande forza interiore per affrontare tutte le difficoltà e le sfide che presenta, sia in mare che a terra.

E’ uno sport dove si è allo stesso tempo da soli, ma sempre in gruppo.

E’ uno sport che ti costringe a risolverti i problemi, ma dove sai che in caso di bisogno ci sarà sempre qualcuno per te.

E’ uno sport dove i più grandi pensano a te e dove un futuro sarai tu a pensare ai più piccoli.

Tutte queste cose portano al ragazzo a crescere e a maturarsi con dei sani principi.

Per tutto ciò la scuola di vela si mostra davvero come una scuola di vita.

Marco Clementi
marcoclementi94@gmail.com
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