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Come ottenere il massimo dalla propria barca

Oggi vorrei parlare della barca, come prepararla al meglio, non solo per fare regate, ma per andare in mare in sicurezza, ottenendo il massimo dalla barca.

Armare la barca può essere un’operazione molto noiosa, se si ha fretta, ma in mare non bisogna mai averne.

Hai appena comprato una barca o lo farai presto? Leggi la nostra guida con 15 consigli per non sbagliare acquisto!

Cosa non ti devi MAI dimenticare di controllare.

Alberi dritti

Controlla sempre che l’albero sia dritto e ben fissato.

Se hai un laser, in condizioni navigazione con molto vento, sopratutto se hai lavorato molto di vang, potresti avere curvato l’abero, la parte alta.

In questo caso ti consiglio di provvedere rapidamente a raddrizzarla, inserendo la parte alta in quella bassa, appoggiando la parte bassa su un cavalletto e quella alta a terra facendo una leggera pressione per raddrizzarla. Ripeti più volte il procedimento per raddrizzare al meglio l’albero.

A forza di raddrizzare la parte alta potrebbe avere numerose pieghe, prima di sostituirla puoi provare a invertire i tappi e ‘capovolgerla’.

Ti sconsiglio di andare in mare e fare regate con un albero che ha subito molti raddrizzamenti, perché ha perso le caratteristiche meccaniche ideali e questo è il primi dettaglio.

Per vincere una regata non c’è nessun segreto: si inizia a terra con una cura attenta ed una meticolosa preparazione delle attrezzature.

Vele e stecche

Dopo ogni uscita in mare la vela non deve sbattere e va arrotolata asciutta attorno ad un tubo o al limite alla parte alta.

Questo perché, qualunque sia il materiale di cui è fatta, la vela deve conservare quanto più a lungo possibile la forma originale. Le vele vecchie, sopratutto quelle del laser presentano curve strane.

Il materiale di cui sono fatte, il dacron, è una fibra sintetica che viene intrecciata a formare il tessuto bianco tipico delle vele più classiche.

Molto resistente, sopratutto a grammature alte, ma teme il sole e l’azione del vento.

Le curve strane di cui parlavo sono ‘pance’, ossia punti in cui il materiale è più sollecitato e si deforma, perdendo efficienza.

Sai quali sono i 10 benefici immediati al corpo e mente della vela?

Scoprili qui!

Bozzelli e cime

Nel nostro circolo, sulla spiaggia, tutti sanno l’importanza di mantenere puliti i bozzelli da sabbia e sale, tuttavia spesso questo viene sottovalutato e spesso dimenticato.

Ai bozzelli va fatta una manutenzione costante: vanno sciacquati con cura e periodicamente messi a bagno con un po’ di anti-calcare, così da tenerli nella massima efficienza.

Come scegliere il migliore bozzello?

In commercio esistono varie ditte che producono bozzelli, a vari prezzi e con tante caratteristiche tecniche differenti. Si va dall’italiana Viadana, agli americani di Harken o alle grafiche rosse e grigie di Ronstan, solo per citare alcuni dei più famosi.

  • Scopo. Possiamo risparmiare qualche etto – e pure qualche euro- scegliendo il bozzello adeguato per ogni punto della nostra barca.
  • Diametro adeguato. Inutile prendere un bozzello da 8 se devo fare il circuito della base del laser, mi basta più piccolo. Avrò un armo più compatto, pulito ed elegante ma sopratutto meno pensante.
  • Scorrimento. Che nervoso quando la cima non scorre alla grande anche quando lasco con brezze leggere.
  • Portata. Ogni bozzello regge un carico ben specifico, occhio.

Come devono essere le cime della mia barca?

  • Della dimensione giusta. Ne troppo piccole, ne troppo grandi, devono scorrere bene e reggere i carichi a cui sono sottoposte.
  • Della lunghezza giusta. Basta con quelle barche con le cime che trabordano da ogni manovra corrente.
  • Resistenti. Che disastro quando con vento forte la cima non regge e ci mette in difficoltà a largo.
  • Morbide. Una cima rigida non scorre, non gira bene nei bozzzelli, fa nodi inaffidabili. Sale e calcalare sono i primi nemici della morbidezza, tempo ed usura i secondi.
  • Prive di nodi. Il nodo è un punto di indebolimento della cima, non vanno fatti se non necessari.

Deriva e timone e viti

Deriva e timone sono le due parti immerse nell’acqua delle quali spesso ci dimentichiamo o trascuriamo.

Anche le viti di coperta, che tengono fissati allo scafo bozzelli e strozzatori non sono, solitamente, al centro della nostra attenzione ma dovrebbero esserlo. Le viti ben strette garantiscono la tenuta di bozzelli e strozzatori anche in condizioni di vento e mare diffici.

Immaginati cosa succede se con 20 kn di vento, per una vita che salta, perdi la possibilità di regolare la base dopo una poppa e devi risalire di bolina per tornare a terra.

Una vite lenta fa filtrare l’acqua che va a danneggiare i supporti di legno, affogati nella vetroresina sotto coperta.

Il timone e la deriva devono essere ben allineati.

Una tecnica per controllare l’allineamento è infilarli a barca ribaltata in modo da controllare che i profili siano dritti e ben allineati.

Questo è fondamentale per avere, sotto la barca, flussi dell’acqua omogenei, senza perturbazioni che potrebbero frenare il nostro laser.

Controlla anche che femminelle e agugliotti, siano ben fissati e privi di “giochi”.

Il punto debole del timone?

Il foro in cui è attaccata la cimetta per tenere giù la pala, controlla che nella pala non si siano formate crepe che potrebbero allargarsi e che la cima non si sia rovinata.

Queste sono solo alcune delle idee e delle piccole accortezze per regolare al meglio una barca, in particolare abbiamo visto come fare la migliore manutenzione del laser, una delle barche su cui una buona manutenzione e attenzione ai dettagli spesso viene trascurata ma che fa la differenza!

Tu che piccoli accorgimenti applichi alla tua barca per renderla più competitiva?

Ci sono tantissime altre cose che un buon velista e regatante deve tenere a mente per avere una barca al top, ma iniziamo sistemando queste 5 cose.

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A presto e…ci vediamo in mare!

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Giacomo Tognon
[email protected]

La vela è una grandissima passione che mi accompagna da oltre 20 anni. Sono Istruttore FIV derive da qualche anno, da quando la vela è diventata anche la mia professione.

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